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Se il Natale è la festività che
raccoglie la famiglia, riunisce i
parenti lontani, che più fa sentire
il calore di una casa, degli affetti
familiari, condividendoli con chi è
solo, nello struggente ricordo del
Dio Bambino; la Pasqua invece è la
festa della gioia, dell’esplosione
della natura che rifiorisce in
Primavera, ma soprattutto del
sollievo, del gaudio che si prova,
come dopo il passare di un dolore e
di una mestizia che creava angoscia,
perché per noi cristiani questa è la
Pasqua, la dimostrazione reale che
la Resurrezione di Gesù non era una
vana promessa, di un uomo creduto un
esaltato dai contemporanei o un
Maestro (Rabbi) da un certo numero
di persone, fra i quali i
disorientati discepoli.
La Risurrezione è la dimostrazione
massima della divinità di Gesù, non
uno dei numerosi miracoli fatti nel
corso della sua vita pubblica, a
beneficio di tante persone che
credettero in Lui; questa volta è
Gesù stesso, in prima persona che
indica il valore della sofferenza,
comune a tutti gli uomini, che
trasfigurata dalla speranza, conduce
alla Vita Eterna, per i meriti della
Morte e Resurrezione di Cristo.
La Pasqua è una forza, una energia
d’amore immessa nel Creato, che
viene posta come lievito nella vita
degli uomini ed è una energia
incredibile, perché alimenta e
sorregge la nostra speranza di
risorgere anche noi, perché le
membra devono seguire la sorte del
capo; ci dà la certezza della
Redenzione, perché Cristo morendo ci
ha liberati dai peccati, ma
risorgendo ci ha restituito quei
preziosi beni che avevamo perduto
con la colpa.
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